Milazzo. Responsabilità di Edipower
AIA: reazionaria la politica della centrale di S. Filippo
La recente vicenda che ha visto protagonista la società EDIPOWER in relazione alla richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale e sulla quale si è finalmente avuta una notevole attenzione dell’opinione pubblica nazionale, va assumendo in questi giorni aspetti grotteschi.
Chiusa unilateralmente la fase della concertazione accettata dall’Azienda in sede di Agenda 21 locale nel Comune di ricadenza di S. Filippo del Mela (abbandonando i patti sottoscritti che pure avevano permesso l’esenzione VIA per i gruppi 3-4 ed erano stati accolti e trasformati in prescrizioni dalla Regione Sicilia), l’EDIPOWER ha inaugurato una fase, diremmo, apologetica della propria immagine e del processo produttivo esistente, chiamando a proprio sostegno sia Confindustria Sicilia, sia i lavoratori della Centrale. Da un lato si invoca il diritto alla libertà di produzione, dall’altro si fa scattare la minaccia occupazionale. Non importa se in mezzo a quest’incudine e martello sta una popolazione che paga un prezzo sanitario altissimo, come indica un recente rapporto OMS.
Per la cittadinanza il diritto alla salute è certamente prioritario su ogni altro e l’obiettivo dello sviluppo in un’area definita ad Alto rischio di crisi ambientale è perseguibile nella misura in cui si ottengano miglioramenti significativi in particolare della qualità dell’aria ambiente. Perciò appare demagogico sostenere il trend di riduzione delle emissioni ottenuto solo riducendo il numero di ore produttive e la produzione totale. E’ il processo produttivo che deve raggiungere gli obiettivi di qualità, introducendo, come per legge, le migliori tecnologie rese disponibili dal progresso scientifico.
E’ pure demagogico sostenere che i limiti di legge per le emissioni siano da interpretare come valori da rispettare, quasi che si debbano necessariamente raggiungere. Al contrario la procedura AIA comporta la presentazione di un piano industriale, che dimostri le innovazioni tecnologiche mediante le quali si possano raggiungere obiettivi minimi di emissioni inquinanti.
E’ infine demagogico presentare la Centrale come un fiore all’occhiello della capacità industriale siciliana, magari nascondendosi dietro l’adozione di elementi d’immagine ma di significato produttivo nullo.
Legambiente del Tirreno ricorda che la Convenzione con il Comune di S. Filippo prevedeva in particolare il rispetto di soglie di emissione pari al 50% dei limiti di legge, l’introduzione di nuovi bruciatori, l’impiego del metano, la realizzazione di un dissalatore per eliminare l’emungimento di acqua potabile di falda. In sede AIA Edipower, abbandonato tale modello, chiede di essere autorizzata a continuare l’esercizio attuale, con una riserva di ore di funzionamento per i soli gruppi 3-4. E allorchè viene reso il parere istruttorio che stabilisce i nuovi limiti di emissione per la centrale, tenendo conto del sito e degli effetti da raggiungere sul territorio, Edipower si ribella e ricorre, presentando uno studio privato, secondo il quale con la tecnologia esistente non sarebbe possibile o non sarebbe conveniente rispettare le nuove soglie.
Già su questo argomento si è espressa Legambiente Sicilia, richiamando l’Azienda ai propri doveri ambientali e sanitari e sostenendo che le prescrizioni AIA vadano senz’altro rispettate.
Sul piano occupazionale va ricordato che dall’analisi socioeconomica approfondita e concertata sul territorio, tenendo conto dell’altrui esperienza e punto di vista, e soprattutto tenendo conto dell’imminente entrata in funzione del nuovo cavo sottomarino di TERNA, la nostra Associazione ha già da tempo avvertito che la produzione energetica locale, ancorché dichiarata strategica, potrà essere mantenuta unicamente a più alti livelli di efficienza produttiva e sicurezza ambientale.
Come si vede molti fattori di questo scenario risultano preoccupanti e l’atteggiamento di Edipower appare francamente “reazionario” (reagisce alle prescrizioni e pretende di poter continuare ad inquinare entro i limiti validi su tutto il territorio, senza tenere conto della situazione specifica dell’area ad alto rischio).
In questa deludente condizione, in cui i patti sottoscritti sono sostanzialmente smentiti da Edipower, Legambiente del Tirreno ritiene utile tornare a quell’interessante momento di analisi presentato in un convegno a Pace del Mela nell’anno 2003, denominato UN PIANO PER LA VALLE DEL MELA, che, alla odierna lettura, appare quanto mai attuale. Si rimanda dunque a tale documento per le soluzioni positive di sviluppo sostenibile sul territorio, e per le tante cose utili ivi indicate ma ancora non realizzate. Per quanto riguarda EDIPOWER e la centrale di S. Filippo, non risultando ulteriormente credibile la politica ambientale di quell’Azienda, l’unica cosa sensata che può essere proposta al movimento per la salute e a tutta la cittadinanza, quotidianamente esposta all’inquinamento, è l’impiego del metano.
Riteniamo pertanto necessario fare appello a tutti perché si passi in Centrale a bruciare metano, come già avviene in Sicilia per la centrale Enel di Termini Imerese e per il Cogeneratore di Milazzo.
Per un vero risanamento con miglioramento ambientale di tutta l’Area ad alto rischio del Mela diciamo:
No all’Olio Combustibile Denso
SI al Metano
essendo disponibili a promuovere un referendum propositivo tra la popolazione.
E comunque riteniamo necessario promuovere il massimo grado di unità sul territorio a sostegno della battaglia sanitaria, sinora tenuta con coerenza e rigore dal Comune di S. Filippo. Una battaglia che costa un enorme impegno democratico, qualificato e costante, ove si tenga conto quanto sia più facile e conveniente (sia politicamente che elettoralmente) la via della permissività. Per fortuna che pensiamo che in molti abbino ormai capito che il prezzo da pagare è troppo alto, dapprima in malattie e morti e immediatamente dopo anche in posti di lavoro.
Milazzo li 17 luglio 2009
LEGAMBIENTE DEL TIRRENO
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